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venerdì 7 agosto 2009

Cari uomini delle forze dell'ordine, ...

Da qualche tempo se tu incontri per strada un politico (quindi un tuo dipendente) e ti viene voglia di chiedergli conto delle sue azioni (del tutto legittimo in una democrazia) vieni ignorato dal medesimo, oppure offeso (vedi Carfagna a Piero Ricca) oppure il politico si indigna e chiama le forze dell'ordine che ti identificano (per intimidire il dissenso) o ti portano addirittura in questura (come sopra). E questo accade sia che tu faccia le tue rimostranze in modo educato sia che tu perda un po' la pazienza e alzi la voce, sempre però senza violare alcuna legge. La stessa cosa accade se vuoi esercitare un altro tuo diritto, quello di manifestare con parole, slogan, striscioni o solo con la tua presenza contro o a favore di un determinato personaggio o di un determinato fatto. Quando un politico raccoglie un po' di coraggio e si fa vedere per le strade viene isolato un intero quartiere affinchè non vi possa essere contatto tra lui e i suoi datori di lavori (i cittadini), tra lui e i suoi contestatori. Un politico che ha paura di stare a contatto delle persone che rappresenta e per gli interessi delle quali dovrebbe lavorare è un politico finito. E' una sanguisuga, non è un politico. E se non ti sta bene vieni malmenato dalla polizia o dai carabinieri o da fantomatiche guardie del corpo, o vieni identificato, o trascinato a forza in macchina e portato via. Non ti viene detto nemmeno perchè. Vengono quindi violati i tuoi più basilari diritti. Vi sono diversi filmati in rete che testimoniamo chiaramente quanto sto dicendo. E' una vergogna a cui chi indossa una divisa non dovrebbe prestarsi. Siamo In Italia, non nel Cile di Pinochet o in Iran o in Cina.
L'ultimo caso è quello di Sgarbi che sta parlando (presumibilmente a quattro gatti) da un palco e che, infastidito dalla presenza e dalla risata di un giovane con un cappellino, prima lo insulta ferocemente, poi tanto fa che un solerte vigile, assieme a un altrettanto solerte appartenente alle forze dell'ordine, prendono il ragazzo e se lo portano via in auto (almeno così si evince dalle riprese), il tutto mentre Sgarbi ancora ne parla in termini offensivi. Si possono chiedere i documenti a una persona solo perchè ha riso a una frase di Sgarbi? Lo si può portare in caserma quando sarebbe bastato identificarlo sul posto? E poi, perchè identificarlo se non per intimidire chi osa alzare la voce? Si può trascinare via a forza un ragazzo che ha il solo demerito di voler contestare Berlusconi a L'Aquila per non aver mantenuto le promesse fatte ai terremotati?

Caro Sgarbi, se non vuoi che qualcuno rida a quel che dici o dissenta, non andare in piazza a parlare. Mettiti davanti a una telecamera e registra il tuo messaggio. Il tuo comportamento è stato inqualificabile, come uomo e come politico.

Caro Galliani, se un tifoso del Milan ti chiede conto delle ultime scelte di mercato, non chiamare la polizia affinchè lo identifichino, ma rispondi nel merito. O cambia mestiere.

Cari appartenenti alle forze dell'ordine, ho l'impressione che stiate tirando troppo la corda, ultimamente. Fra di voi ci saranno certamente persone che pur essendo costretti a farlo dal senso del dovere si chiedono spesso, ne sono sicuro, che senso abbia difendere ladroni travestiti da politici prendendosela con cittadini inermi e che hanno ragione da vendere; ma fra di voi ci sono anche molti individui che non vedono l'ora di servire il potente a costo di cadere nel ridicolo o nell'abuso di potere.

Fate attenzione perchè gli Italiani sono sudditi beoti sempre pronti a subire torti inenarrabili senza reagire ma potrebbero perdere la pazienza prima o poi e, quel giorno, potrebbe essere difficile per voi spiegare perchè avete trascinato via una persona da una manifestazione, una persona che non aveva fatto nulla di male ma che solo aveva deciso di esercitare uno dei suoi diritti di cittadino di un paese libero, e perchè lo avete portato via come se se si trattasse di un delinquente o perchè avete tosto accompagnato in caserma un ragazzo che stava ascoltando Sgarbi e che, del tutto legittimamanente, ad un certo punto ha riso.

A me sembra che non abbiate più ben chiaro in mente, cari appartenenti alle forze dell'ordine, che chi dovete servire non è il politico, ma il cittadino. E che siamo ancora in una democrazia e dunque è possibile dissentire, manifestare, fischiare, protestare, intervenire nel corso di un comizio, chiedere conto a chi ci governa. Forse un ripassino delle principali regole di convivenza democratica e dei basilari diritti della persona non vi farebbe male, dopotutto.

E' nostro diritto dire la nostra, smettete per favore di farvi usare dai potenti come strumenti di intimidazione del dissenso, perchè è una vergogna. E ricordatevi che anche voi, come i politici, siete al nostro servizio, siete stipendiati da noi e avete l'obbligo di servirci, di difenderci e di far rispettare la legge, non di trattarci da delinquenti quando ce la prendiamo con persone che stanno in Parlamento e che spesso sono pure pregiudicate e quindi, loro sì, delinquenti veri a cui chiedere i documenti. Grazie.

Qualche video istruttivo:

- http://www.youtube.com/watch?v=GkbMK7nK7Lo (Sgarbi a Rosolini)
- http://www.youtube.com/watch?v=Tle3YRnZHlc (Alfano a Messina)
- http://www.youtube.com/watch?v=_dK1wN5zL2w (Carfagna e Piero Ricca)
- http://www.youtube.com/watch?v=sxBeX144ntg (Sgarbi a Piero Ricca) [perchè il funzionario che ha chiesto i documenti a Ricca non li ha chiesti a Sgarbi e anche a quell'altro che ha mandato a quel paese Ricca, offendendolo?]

Ma credetemi, video così ce ne sono a decine. E poi ci sono i casi non documentati.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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