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sabato 15 agosto 2009

Mia nonna e le galline

Il Tar prende una decisione che dovrebbe essere salutata come banale, in un paese normale, e cioè che essendo il nostro un paese laico, "l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni o per chi dichiara di non professare alcuna religione, in Etica morale pubblica" e che quindi "i docenti di religione cattolica non possono partecipare "a pieno titolo" agli scrutini e che il loro insegnamento non può avere effetti sulla determinazione del credito scolastico". Ne ho già parlato qui.

Che gli insegnati di religione (casta intoccabile), la Chiesa Cattolica di Roma (usa a farsi di continuo e con arroganza gli affari dell'Italia) e gli intransigenti-integralisti-illiberali di professione reagiscano indignati come un sol uomo e schiumino rabbia per una sentenza che, come giustamente dice Turco dei Radicali, rappresenta solo il "minimo sindacale" in materia, rientra tutto sommato nella normalità. Secoli fa bruciavano le donne sospettate di stregoneria e gli studiosi che affermavano verità scientifiche in contrasto con la Bibbia, oggi ci vanno più cauti ma si nutrono dello stesso antiumano e antistorico afflato illiberale e settario.

E' talmente palese che in uno stato laico la sentenza del Tar è ineccepibile e anzi ridicolmente tardiva e clamorosamente prevedibile e che, a dirla tutta, l'insegnamento della religione cattolica non dovrebbe avvenire, secondo modalità peraltro assurde (vedi nomina e paga degli insegnanti di religione), nelle scuole pubbliche e che chi intende insegnarla al figlio dovrebbe mandarlo a catechismo e morta lì, che spiegarvelo mi sembrerebbe, oggi, quasi un'offesa per voi. Tanto, o lo capite d'embleé come me, o non lo capite e allora siete messi male, non può certo bastare un mio post per sradicarvi e pure senza anestesia certi pregiudizi e certe visioni, totalmente avulse dalla realtà dei fatti ma così a proprio agio nei deliri di svariati personaggi. Sarebbe come spiegarvi perchè gli uomini sono tutti uguali, senza distinzione di orientamento sessuale, religione, razza, sesso etc: una presa in giro.
Dico io: se vuoi tener chiuso il tuo cervello in una gabbia di preconcetti, dogmi e verità intoccabili, e se vuoi uniformare ad essi la tua esistenza, fai pure, ma non cercare di estendere a tutta l'umanità i dettagli dei tuoi personali deliri misitici, rispetta la libertà se vuoi essere rispettato nelle tue (legittime ma personali) idee. Io, per dire, sono uso prendere il caffè senza zucchero, ma non cerco di imporre tale pratica per legge.

Quel che volevo dire è questo: che quando ho visto vari politici (Gasparri: "decisione estemporanea, discriminatoria", Cicchitto "sentenza discutibile", Binetti "crea insegnanti di serie A e di serie B" e tanti altri di cui ora non rammento le uscite) e un ministro della Repubblica -sto parlando sempre della Repubblica italiana, quella laica, e di un ministro che tale laicità dovrebbe difendere (Gelmini: "ingiusto discriminare la religione cattolica" e tante altre dichiarazioni veramente bizzarre nella bocca di un ministro) lanciarsi nel solito vacuo, paonazzo, trito e così telegiornalistico girotondo di dichiarazioni a metà tra l'ossequioso e il fantascientifico, subito un'immagine della mia infanzia mi è venuta in mente e, credetemi, non sono riuscito a respingerla, chiedete a Freud: mia nonna che, nella sua casa di campagna, nel tardo pomeriggio, dopo averle lasciate libere nell'aia per un'oretta o poco più, invitava energicamente le galline a rientrare nel pollaio battendo le mani e urlando quando necessario e queste che, starnazzando, ubbidivano sottomesse, rassegnate, pavide e passive e comunque, ne sono sicurissimo, sotto sotto, felici. Ah, l'infanzia!

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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