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sabato 22 agosto 2009

Cos'è un giornalista?

Marco Travaglio si è dimostrato, sino ad oggi, un ottimo giornalista: equilibrato, indipendente, lucido, inattaccabile perchè circostanziato, brillante. E non semplicemente e genericamente uno dei migliori fra quelli in attività, perchè a ben vedere ci vorrebbe ben poco ad eccellere fra questa marmaglia. Fanatico dell'archivio, che è poi il vero tesoro di un buon giornalista, sa dove pescare e sa dove tirare: il colpo è sicuro e deciso e il bersaglio è sempre centrato; smentirlo è pressochè impossibile, poichè Travaglio ama condire i suoi testi con una quantità tale di dati, citazioni, atti, documenti e sentenze da rendere la verità, spesso eterea e sfuggente, un piatto alla portata di molti, anche se non di tutti (non c'è peggior sordo...) e quando sembra che sia possibile smentirlo viene sempre fuori che si tratta o di falsità travestite da verità che però crollano al primo soffio di vento, o di attacchi personali infondati, o di semplici insulti belli e buoni o di obiezioni relative a minuzie, su cui i nemici giurati del vero costruiscono castelli di carte utili per impressionare i teleutenti ma fatti di niente e nel niente destinati a tornare.
Marco Travaglio sa quel che dice, dice quel che pensa e non guarda in faccia a nessuno: vi pare poco?

Anticipando le obiezioni prevedibili di tutti quelli che lo odiano solo perchè mette in evidenza le malefatte del premier, come se fosse logico prendersela con il termometro anzichè con la febbre (e dimenticano di proposito la ferocia con cui è uso criticare l'opposizione), possiamo tranquillamente affermare che raramente ha sbagliato, e quando lo ha fatto (ricordo una o due circostanze, sulle quali vi sarebbe comunque da discutere) si è sempre trattato di peccati veniali e di distrazioni scusabili e involontarie, del resto possibili quando si scrive al ritmo con cui Travaglio scrive: un po' come se io stasera dessi per errore del ladro di polli a Hitler e venisse fuori che Hitler non ha mai rubato polli e quindi il Fuhrer volesse farmi causa perchè ho leso il suo buon nome... Legittimo, da parte sua: ma anche così divertente e irrilevante...
Inoltre, il che non guasta, scrive bene: è anche importante dirle con bello stile, le verità!

Cos'è un giornalista, questa figura umana e professionale ormai scomparsa o quasi? Uno che racconta i fatti, servendo solo la verità e nessun padrone. E che quando commenta distingue i fatti dalle opinioni. Ma allora, direte voi, Fede-Vespa-Feltri-Giordano-Minzolini cosa sono? Non intendo rispondere. Sono giornalisti, no???

Potrei citare decine di articoli di Travaglio da cui emergono le evidenti qualità di questo giornalista che, se non si perderà per strada, è destinato a lasciare un segno nel giornalismo italiano profondo quanto quelli vergati da Montanelli e da Biagi. Oggi vi segnalo il suo ultimo articolo, in cui compie un'azione importantissima, del resto abituale per lui, come ben sa chi lo segue: scava negli archivi (nemmeno tanto vecchi e polverosi, ma si sa: la memoria storica degli Italiani dura 90 giorni al massimo) per dimostrare, fatti alla mano, come Vittorio Feltri, neo direttore de "Il Giornale" (quotidiano di Paolo Berlusconi, che nulla ha a che vedere col fratello, sia chiaro, altrimenti l'Autorità che vigila sul conflitto di interessi sarebbe già intervenuta, no?), sostenga oggi posizioni assolutamente incompatibili con qualle sostenute pochi anni fa, come si smentisca spudoratamente più volte e da solo contando sulla nostra smemoratezza e come quel che scrive oggi sia un campionario veramente nutrito di inesattezze e assurdità.
Senza Travaglio ci resta il Tg1, il Tg4 e compagnia bella: come dire, scordiamoci di sapere le cose.

A questo serve un giornalista: a farci sapere, a farci ricordare, a farci ragionare.
Non a imbrattare carte per servire, spesso volontariamente, un padrone come invece fanno molti "colleghi" di Travaglio che magari godono anche di ampia visibilità televisiva.

Se poi, ripeto, domani vien fuori che Travaglio uccide le vecchiette e ci sono foto e nastri che lo dimostrano (aspetto una vecchietta che abbia lo stesso stile della D'Addario!), dalle pagine di questo blog sconfesserò pubblicamente questo ottimo giornalista affermando che si tratta purtroppo di un serial killer della terza età: non sono certo il tipo che si arrampica sugli specchi e nasconde la testa come gli struzzi davanti alla verità, io!, e chi mi conosce lo sa. Ma aspetto fatti, non fandonie partorite da menti in cui pochezza e malafede fanno a gara e finiscono sempre a pari merito.

Ecco l'articolo di Travaglio che ho citato nel mio post:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/08/22/feltri_uahahahahahah.html

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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