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sabato 15 agosto 2009

"Se potessi mangiare un'idea", omaggio di Gioele Dix a Gaber

"Se potessi mangiare un'idea", ovvero Gioele Dix che racconta e canta Giorgo Gaber, con il valido contributo di Silvano Belfiore e Savino Cesario (pianoforte-tastiere e chitarre). Raccontare Gaber è un'impresa impossibile, data la complessità, la genialità e l'estrema e caleidoscopica poliedricità di questo fantastico e mai troppo riampianto artista che ci ha lasciato sei anni fa. Gaber fu autore, cantautore, commediografo, attore; libero pensatore; geniale osservatore. Mai banale, mai volgare, sempre profondo e divertente, filosofo giullare, specchio dei tempi e campanello della coscienza. Dotato di uno sguardo lucido e penetrante, di un'ironia dissacrante non comune e sempre garbata ma al contempo tremendamente affilata, di una capacità innata di trasmettere idee ed emozioni con una parola, con uno sguardo, con un solo movimento di quel corpo parlante che portava sul palco. Con Sandro Luperini realizzò qualcosa che oggi appare incredibile per qualità e sorprendente attualità. In questo spettacolo prodotto dalla Fondazione Giorgio Gaber Gioele Dix si muove con grande naturalezza e padronanza e per due orette ci fa rivivere Gaber, con fedele e partecipata capacità di trasmetterne il messaggio, perfino le sfumature. Gioele Dix adatta Gaber alle sue corde senza perdere l'essenza di Gaber e delle sue opere: si dimostra dunque artista completo e rigoroso. Scegliendo nella sterminata produzione discografica di Gaber, vengono riproposte solo alcune delle sue più significative canzoni, condite da monologhi sempre attuali e graffianti, che acuiscono la nostalgia di chi lo amò. E' palese la stessa ammirazione di Gioele Dix per l'amico a cui dedica questo omaggio. Unica nota stonata la brevità dello show: due ore scarse non sono poche, ma lasciano con la voglia ancora indomita e non sopita, nonostante un paio di bis. Che ne dici, Gioele, di abusare un po' di più della nostra pazienza? Non riceverai sbadigli o fischi, ma sentiti ringraziamenti, perchè Gaber non lo racconti nemmeno in due giorni, figurarsi in due ore.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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